Le Eolie del Postino, trent’anni dopo
Salina e il set di Troisi: come è invecchiato il luogo che ha segnato un'epoca del cinema italiano.
Il lusso raccontato dal cinema
Il cinema non mostra solo volti e storie: mostra luoghi. Ogni film è un invito al viaggio travestito da sceneggiatura, e ogni fotogramma memorabile finisce, prima o poi, per trasformare una strada, una spiaggia o una valle in una meta. Le Destinazioni di Set & Style sono i luoghi che il grande schermo ha reso desiderabili: non necessariamente famosi, non sempre ovvi, ma sempre riconoscibili da chi ha imparato a guardare i film come guardiamo una mappa.
Una valle toscana consacrata da un'unica scena cinematografica, e il turismo del dettaglio che ne è seguito.
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Cosa è cambiato a Taormina dopo la seconda stagione della serie HBO, dagli hotel al traffico lungo la costa orientale.
L'inseguimento d'apertura dell'ultimo Bond con Daniel Craig ha ridisegnato l'immaginario della città dei Sassi.
Un borgo toscano e una saga vampiresca: conseguenze a lungo termine di un cammeo di fine secondo atto.
La Val d’Orcia dopo Il Gladiatore, Matera dopo No Time to Die, Taormina dopo The White Lotus, le Eolie dopo Il Postino: ogni decennio di cinema ridisegna la geografia del desiderio, e il turismo cinematografico è diventato una delle spinte culturali più potenti del nostro tempo. Ma il vero viaggio nel cinema non si limita ai luoghi consacrati dal box office — si spinge nelle pieghe dei set minori, negli hotel dove le troupe hanno soggiornato, nei ristoranti dove gli attori si sono nascosti tra una ripresa e l’altra.
Raccontiamo queste destinazioni incrociando due piani: quello del film — la scena, il fotogramma, la colonna sonora che lo lega al luogo — e quello del territorio, con le sue tradizioni, i suoi produttori, le sue dimore storiche e i suoi sapori. Perché arrivare a Montalcino perché là si è girata una scena di Il paziente inglese non significa solo fotografare una vigna: significa scoprire un Brunello, un borgo, una mentalità.
Ogni articolo di Destinazioni contiene itinerari concreti, indicazioni pratiche, riferimenti agli luoghi iconici che fanno da cornice al soggiorno, e suggestioni legate alla tavola del territorio. Un viaggio cinematografico non è un tour in pullman: è un atto di riconoscimento, una forma di attenzione. Si parte sapendo già cosa si vuole vedere, ma si torna con qualcosa che non si era previsto.
Alcune destinazioni sono classiche — Roma, Venezia, Positano — e il loro repertorio cinematografico è sterminato. Altre sono piccole gemme riemerse grazie a un singolo film: basti pensare al ruolo di Trentino e Friuli nel cinema contemporaneo, o alla Basilicata catapultata sul red carpet globale. Le automobili che attraversano questi paesaggi, le ville che vi si affacciano, i volti dei protagonisti che vi hanno girato diventano parti di un unico racconto.
Se il cinema è l’arte di scegliere cosa inquadrare, il turismo cinematografico è l’arte di andare a vedere cosa resta fuori campo.